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Sbiancamento dentale

Quella dello sbiancamento dentale è una pratica che ha preso molto piedi da una decina di anni in Europa, mente in paesi come gli Stati Uniti fa già da tempo parte delle abitudini dei cittadini. Nella storia dell'uomo l'intuizione dello sbiancamento dentale non è in realtà cosa nuova: già gli antichi romani tentavano di migliorare il pallore dei propri denti con prodotti naturali, ovviamente con risultati molto discutibili. Con l'evoluzione delle conoscenze e delle tecniche si è giunti pian piano alle moderne pratiche di sbiancamento dentale odontoiatrico, che si avvalgono dell'utilizzo di particolari sostanze chimiche, in grado di rendere bianche le superficie con cui entrano in contatto. Parliamo nello specifico di composti a base di perossido di carbammide o perossido d'idrogeno, che agisce sull'elemento dentale dopo circa quindici – trenta minuti dalla prima applicazione. Spesso l'effetto di queste sostanze viene aiutato dall'uso di particolari lampade a luce calda. Gli interventi sono rapidi ed efficaci, ma non bisogna mai dimenticare che l'effetto sperato potrebbe non manifestarsi per diversi motivi: per questo il consiglio è quello di parlare sempre prima con il proprio medico dentista, per conoscere tutti i possibili ragguagli della situazione. Il metodo professionale non è l'unico esistente, esistono infatti sul mercato prodotti specifici per lo sbiancamento. Cos'è che macchia i denti? La domanda sorge spontanea. Perché sempre più gente richiede interventi di sbiancamento? Innanzitutto diciamo che la dentina e lo smalto non sono ermeticamente chiusi all'esterno, anzi, conoscono un notevole scambio ed assorbimento di sostanze portate dalla saliva. E' uno dei concetti base del fluoro dei dentifrici, in grado di penetrare nel dente allo scopo di rinforzarlo e remineralizzarlo. Otre al fluoro però, può capitare che vengano assorbite sostanze in realtà inutili, come i cromogeni, che hanno una forte pigmentazione. Sono loro a “sporcare” il dente, macchiandolo o ingiallendolo. Molti cromogeni sono contenuti per esempio nei cibi, e non sono assolutamente nocivi. I loro doppi legami chimici assorbono la luce e fanno apparire le macchie sullo strato di smalto. Si tratta comunque di naturali processi di invecchiamento ai quali è difficile porre rimedio. In sostanza tutti in vecchiaia hanno denti più scuri che in gioventù. Tra le sostanze contenenti i cromogeni più aggressivi ci sono il tabacco, il caffè, il tè ed il vino. Anche alcuni farmaci possono provocare un incupimento del bianco dei denti: parliamo per esempio degli antibiotici della categoria tetracicline. Anche il fluoro se assorbito in grandi quantità, soprattutto nel periodo dell'infanzia, può provocare la comparsa di macchie dentali. Oggi giorno tutti vogliono un sorriso perfetto e smagliante, soprattutto grazie o a causa dell'azione martellante di certa industria cosmetica, che nella pubblicizzazione dei suoi prodotti presenta modelli estetici spesso impossibili da raggiungere. Eppure sappiamo bene che un sorriso bianco è oggi una sorta di biglietto da visita di una persona, un particolare dell'aspetto che tende a mostrare la cura che ognuno ha di se stesso. Ecco perché sempre più persone ricorrono allo sbiancamento: per provare a raggiungere quei modelli, per sentirsi belli, a posto con se stessi, tanto da afferrare il giusto livello di autostima personale.

Per trovare il centro dentistico per trattamenti professionali di sbiancamento dentale visita il sito sbiancamento-dei-denti.com

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